giovedì 11 ottobre 2007

IL BURQA IN EURABIA

E' di questi giorni la notizia che il prefetto di Treviso ha autorizzato l'uso del burqa, da parte delle donne di religione musulmana; detto provvedimento ha ottenuto l'immediato plauso di Rosy Bindi. Prescindendo dagli aspetti legali, non possiamo non ricordare l'espressione coniata da Bat Ye Or e ribadita da Oriana Fallaci: EURABIA !!

La situazione ha raggiunto livelli assurdi: modifichiamo le leggi dello Stato per andare incontro a richieste di una minoranza di immigrati che da sempre dimostra la propria volontà a non volersi integrare. Da sempre le Democrazie Occidentali poggiano la propria legittimazione su valori umani, istituzionali e politici: rispetto per la vita umana, eguaglianza di diritti e di doveri, a prescindere dalla confessione professata e dalla razza, suffragio universale, suddivisione dei poteri legislativo, giudiziario ed esecutivo, decisioni prese a maggioranza, rispetto per le minoranze ed altro ancora. L'Occidente ha sempre offerto ospitalità a tutti i flussi migratori, giustamente: si tratta di una delle tante norme non scritte della cultura giudaico-cristiana alla quale apparteniamo, ma che molti di noi disprezzano, preferendo rivolgere lo sguadro al buddismo od alla new age. Tutto legittimo, ma solo nel momento in cui è frutto di un percorso intellettuale e morale profondo; in mancanza di questo (vedi i debosciati attori di Hollywood), non è semplicemente serio prescindere dalle proprie origini anche dal solo punto di vista culturale.


Rimane evidente per chiunque dotato di mero buon senso, che le minoranze debbano comunque uniformarsi a quel minimo di leggi che sono state accettate dalla maggioranza che le ospita: questo sta alla base del successo del melting pot britannico e statunitense. La massima libertà possibile circoscritta da un minimo di leggi e tolleranza zero per chi non le rispetta. La volontà ad integrarsi deve essere testimoniata dagli immigrati giorno per giorno, rispettando gli usi e costumi della comunità che li ospita. L'Italia vive da sempre con successo l'integrazione di diversi gruppi etnici come cinesi e filippini, ma gli islamici hanno la pretesa di dettare le proprie leggi a casa nostra: rifiutano il nostro sistema di insegnamento, bloccano disinvoltamente il traffico per i loro riti di preghiera, applicano le loro leggi - che sono in contrasto con le nostre - nei rapporti con le donne. La condizione della donna secondo la legge islamica è quella della schiavitù, non esistono altri termini corretti per definirla. In passato le donne italiane hanno giustamente lottato per abolire la vergogna del delitto d'onore ed ora accettiamo tranquillamente che delle donne sia straniere, sia italiane, vivano in stato di schiavitù sul nostro territorio nazionale. Dove sono finite le femministe che negli anni '70 gridavano i loro raffinatissimi slogans come "maschietto represso masturbati nel cesso"? La sinistra da sempre ha la patetica pretesa di possedere l'egemonia culturale, quegli slogans dovrebbero contribuire a sfatare quella sciocchezza!


In verità il comportamento degli immigrati islamici è grave - non dimentichiamo che fu Ruhollah Masawi Khomeyni a dichiarare che l'Islam avrebbe invaso l'Occidente con i ventri delle proprie donne - ma è l'atteggiamento degli occidentali europei il problema più serio. Come sempre il seme del disastro nacque nel 1968: il vero e proprio ANNUS HORRIBILIS dell'Occidente! In quegli anni, tra le tante altre porcherie, venne piantato il seme più pernicioso: il relativismo morale, etico e culturale. Per evidenziare l'assurdità del relativismo sono solito dire che è come considerare la musica di Bach alla pari della musica tribale africana! Dicendo questo non affermo una visione razzista - considero da sempre il razzismo un'ingnominia ed una vergogna - bensì sostengo il valore delle differenze e delle fasi evolutive dell'intera umanità. Gli esseri umani da sempre sono diversi tra loro su base personale, famigliare, etnica e nazionale. Per tutta una serie di fatti storici la civiltà giudaico-cristiana, e negli ultimi quattrocento anni specialmente gli angloamericani, sono la civiltà che ha raggiunto il più alto livello di valori, la cultura più evoluta e sofisticata, il miglior sistema socio-economico. Fu grazie solamente agli inglesi ed agli americani, se i tribolati sistemi democratici sconfissero l'estremismo nazional-rivoluzionario di Napoleone, i reazionari Imperi Centrali ed i Grandi Mostri del '900: Nazismo, Fascismo e Comunismo.


Sorrido sempre quando sento parlare degli Stati Uniti d'America come di una Nazione di ignoranti: è una valutazione che può essere correta forse (ripeto forse) dal punto di vista della cultura generale della popolazione, ma non certo delle istituzioni democratiche, che furono proprio istituite dagli statunitensi quando la vecchia Europa (con l'esclusione della Gran Bretagna), si dibatteva tra sovrani assoluti e spaventose diseguagliaze sociali e politiche. Fu l'Inghilterra a donare all'umanità la Magna Charta, il Bill of Rights, il Palamento, la suddivisione dei poteri, i sindacati.


Tutto questo deve essere riconosciuto non con arroganza e sterile senso di superiorità, bensì come sosteneva Kipling, ovvero il "White man's borden" inteso come diritto-dovere dell'uomo bianco ad estendere il meglio delle proprie conquiste a popoli ed etnie che - non per colpa loro - si trovano a step evolutivi inferiori.


Ora però dobbiamo chiederci da dove arrivi tutto questo fervore, tutta quest'ansia di misconoscere il valore di ciò che rappresentiamo e che ci caratterizza: i valori cristiani, il rispetto per l'umanità intera, la democrazia, il capitalismo. Chi disprezza questi valori, considerandoli eguali a quelli dei Simba congolesi, sono sempre coloro i quali osteggiavano l'Occidente, consideravano furto la proprietà privata, propugnavano la coppia aperta, il superamento della famiglia (ovvero la sua distruzione, cosa che venne puntualmente messa in atto da Pol Pot). Essendosi risolte in un bagno di sangue e di miseria le esperienze dell'URSS e della Cina di Mao, ora costoro si trovano senza riferimenti e sono sempre prontissimi a portare in palmo di mano qualunque politica e sottocultura alternativa all'Occidente libero, democratico e capitalista. Solo e soltanto questo è alla base dell'atteggiamento dell'europa continentale nei confronti dell'Islam.

1 commento:

Vicki ha detto...

People should read this.

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